Dagli inizi del 2026, presso l’Oratorio Salesiano di Salerno, il progetto Spazio Sicuro & Doposcuola ha aperto le sue porte dalle 15:00 alle 18:00, diventando in poco tempo un punto di riferimento concreto per bambini, ragazzi e famiglie del territorio.
In questi primi mesi, più che un semplice servizio di supporto allo studio, Spazio Sicuro si è confermato per ciò che vuole essere fin dall’inizio: un luogo educativo stabile, accogliente e inclusivo, capace di accompagnare i minori non solo nei compiti scolastici, ma anche nel loro percorso di crescita personale e relazionale.
Questa visione è pienamente coerente con l’impianto del progetto “Connessioni che Proteggono”, che individua nell’Oratorio Salesiano del quartiere Centro/Carmine un presidio educativo quotidiano per ragazzi e famiglie, fondato sulla relazione, sulla continuità e sulla tutela.
Il gruppo coinvolto in questa prima fase è ampio e variegato: 120 minori e preadolescenti, con una presenza media giornaliera di circa 50 ragazzi e ragazze. Un gruppo eterogeneo per età, provenienza, bisogni e vissuti, che comprende alunni della scuola primaria, della secondaria di primo grado e della secondaria di secondo grado. Alcuni di loro vivono situazioni di fragilità socio-familiare o difficoltà di integrazione, e proprio per questo richiedono uno sguardo educativo attento, flessibile e capace di personalizzare gli interventi.
Ogni pomeriggio, educatori e volontari salesiani affiancano i ragazzi nello studio, offrendo sostegno nei compiti, supporto nell’organizzazione del lavoro e incoraggiamento nei momenti di difficoltà.
Accanto al doposcuola, sono stati messi a disposizione materiali scolastici utili alle attività didattiche, per garantire a tutti la possibilità di partecipare in modo pieno e dignitoso. Anche questo aspetto riflette quanto previsto nel progetto, che riconosce l’importanza di dotare lo spazio di strumenti e risorse adeguate per favorire apprendimento, continuità e accessibilità.
Ma il cuore di Spazio Sicuro non si esaurisce nel sostegno scolastico. In questi mesi, il lavoro educativo si è costruito giorno dopo giorno anche attraverso la gestione delle presenze, la compilazione dei diari educativi individuali, l’osservazione quotidiana dei ragazzi e la supervisione costante delle attività. Sono pratiche preziose, spesso invisibili, che permettono però di leggere meglio i bisogni, cogliere segnali di fatica, valorizzare i piccoli progressi e accompagnare ciascuno con maggiore consapevolezza. Nel progetto allegato, questa funzione di monitoraggio educativo è indicata come parte integrante dell’Hub “Spazio Sicuro”, proprio perché la crescita dei ragazzi passa anche dalla capacità degli adulti di esserci con attenzione e continuità.
In questi primi mesi abbiamo avuto soprattutto la possibilità di conoscere meglio i ragazzi: le loro difficoltà scolastiche, le loro risorse, i loro tempi, ma anche i loro modi di stare in relazione, di abitare il gruppo, di affrontare lo studio e il gioco. L’osservazione durante i compiti e nei momenti ludici ci ha restituito una fotografia viva e concreta del gruppo: un insieme composito, energico, a volte fragile, ma ricco di possibilità. È proprio in questa quotidianità fatta di presenza, ascolto e piccoli gesti che si costruisce un’autentica alleanza educativa.
Un altro elemento fondamentale emerso con forza è il rapporto con le famiglie. La comunicazione costante con i genitori, che ogni giorno ci aggiornano sui compiti da svolgere e sulle necessità dei figli, rende il nostro approccio più vicino alla realtà dei ragazzi e più capace di adattarsi ai loro bisogni. Non si tratta soltanto di uno scambio organizzativo, ma di una collaborazione educativa che rafforza il senso del progetto: accompagnare ogni minore in modo personalizzato, facendo rete tra adulti di riferimento, scuola, famiglia e territorio. Anche nel documento progettuale questo lavoro di connessione tra soggetti educativi è uno dei pilastri dell’intervento.
Per questo, le attività proposte non si limitano al solo aiuto compiti. Accanto al lavoro individuale sullo studio, Spazio Sicuro offre attività ludico-educative, spazi di confronto e momenti relazionali che aiutano i ragazzi a esprimersi, a sentirsi accolti, a sperimentare fiducia.
Il progetto “Connessioni che Proteggono” descrive infatti lo spazio come un ambiente pensato per unire apprendimento, life skills, relazioni significative e crescita personale: una pedagogia dell’ambiente che mette al centro non solo ciò che i ragazzi fanno, ma soprattutto come si sentono mentre lo vivono.
La vera sfida, oggi, è continuare a custodire e far crescere questo stile: uno spazio in cui ogni ragazzo possa sentirsi ascoltato, valorizzato e accompagnato, senza essere ridotto alle proprie difficoltà scolastiche o alle fragilità del proprio contesto. In un territorio che il progetto individua come segnato da vulnerabilità educative e sociali, offrire una presenza quotidiana, coerente e accogliente significa costruire protezione concreta e opportunità reali.
Questi primi mesi ci consegnano un dato semplice ma importante: Spazio Sicuro sta diventando davvero casa. Una casa educativa fatta di compiti, quaderni, presenze, relazioni, sorrisi, fatiche condivise e piccoli passi avanti. Una casa in cui il doposcuola diventa occasione per imparare, ma anche per stare bene insieme, riconoscersi parte di un gruppo e immaginare il proprio futuro con maggiore fiducia.
Ed è proprio da qui che vogliamo continuare: dalla quotidianità, dalla cura, dalla presenza.
Perché proteggere i ragazzi significa prima di tutto esserci. Ogni giorno.



